RASSEGNA STAMPA: IL CATANIA DIVENTA “GRANDE” SOLO PER UN TEMPO
Scritto da Andrea Mazzeo il 19 Feb 2012 alle 01:40 pm | Argomento: Rassegna Stampa

Torna la “Rassegna Stampa” completa curata dalla Redazione di Catania46.net. Prese ancora una volta in esame le pagine dei più importanti siti sportivi dopo la sconfitta allo Juventus Stadium contro la Juventus di Antonio Conte. Per la maggior parte delle testate questo Catania è bello solo a metà. Per il quotidiano locale “La Sicilia” i rossazzurri sono grandi ma solo per un tempo, mentre per “La Gazzetta dello Sport” Barrientos illude gli etnei, poi Pirlo e Kosicky iniziano il loro show.
“Grande calcio per 45 minuti. E grandi leggerezze. Il Catania fa e disfa contro la Juventus disputando uno splendido primo tempo, ma commettendo alcuni errori fatali che compromettono il risultato impedendo agli uomini di Montella di portare a termine un lavoro avviato in modo egregio. Le gravi colpe di Kosicky sui tre gol subiti e l’evitabilissima espulsione di Motta al 20′ del secondo tempo semplificano la serata della Juventus, che deve faticare eccome per avere ragione degli avversari. Il Catania pressa alto da subito per impedire ai padroni di casa di organizzare la manovra con calma riuscendo a tenere ritmi molto elevati e ripartendo con grande puntualità. Il vantaggio siglato da Barrientos - preceduto da un potente tiro di Almiron neutralizzato da Buffon - non è casuale e giunge al termine di una bella combinazione sulla destra che mette in condizione il Pitu di aggirare Pirlo e di battere Buffon dal limite con un preciso sinistro. La Juventus cerca di aumentare i giri e la pressione, ma il 4-3-3 rossazzurro tiene testa perfettamente agli uomini di Conte. Si gioca con rara intensità: Gomez, uno dei più tonici con Izco e Almiron, mette i brividi agli juventini con una grande giocata sulla destra, ma sono i padroni di casa a trovare il pari. L’uno a uno di Pirlo su punizione dal limite è frutto, più che della riconosciuta bravura del centrocampista sui calci piazzati, di una valutazione sbagliata di Kosicky, che piazza male la barriera lasciando libero il palo. Ma il Catania c’è e continua a fronteggiare a viso aperto la capolista. Quagliarella scuote la traversa con un gran destro dalla distanza, gli etnei replicano con un’ottima combinazione tra Lodi e Bergessio che porta quest’ultimo a colpire il palo interno della porta di Buffon, il cui tocco sul destro dell’argentino è decisivo. La Juve cresce e Montella decide di passare al 3-5-2 con Barrientos arretrato e Gomez-Bergessio di punta. Izco e Quagliarella ci provano ancora dalla distanza, ma Buffon e Kosicky se la cavano. Nella ripresa i rossazzurri calano d’intensità trovando con meno frequenza la ripartenza e permettendo alla Juve di venire avanti con maggiore insistenza. Montella rileva Barrientos e poi Lodi con Biagianti e l’acciaccato Spolli, mandato inizialmente in panchina per un problema a un piede, il Catania fatica, ma per sbilanciare la partita a favore dei bianconeri ci vuole l’espulsione di Motta, che già ammonito entra duramente su De Ceglie rimediando il secondo cartellino giallo. In dieci, gli etnei sfiorano il raddoppio con un destro di Almiron sul quale Buffon è molto reattivo e poi cedono con la rinnovata complicità di Kosicky: il portiere slovacco prima esce a vuoto su una punizione di Pirlo permettendo a Chiellini di insaccare di testa a porta vuota (con un possibile fallo ai danni di Bergessio) e poi rinvia male di piede un pallone innocuo innescando l’affondo di Quagliarella, autore di un destro che l’estremo difensore rossazzurro non riesce a contenere. La partita finisce qui. Tra l’entusiasmo del pubblico di casa e il rammarico della formazione di Montella per non aver portato a compimento un’impresa che a un certo punto era sembrata possibile“.
“La Juventus dà tre schiaffi al Catania e alle recenti polemiche, e torna prima in classifica. Allo Juventus Stadium una gara molto complicata, non rispecchiata dal punteggio finale, finisce 3-1 per gli uomini di Conte che così scavalcano di 2 punti il Milan, a parità di partite giocate. La gara con il Catania, terza “piccola” affrontata di fila dopo gli 0-0 con Siena e Parma, nei quali agli errori sottoporta si erano aggiunti quelli arbitrali a sfavore, contestati a voce alta, è stata completamente diversa. Ma altrettanto complessa. Nel primo tempo un ottimo Catania, replicando sul piano del gioco, senza barrricate, ha fatto vedere i sorci verdi alla Vecchia Signora, che poi nella ripresa ha schiantato gli avversari sul piano del ritmo e della volontà. Pirlo ha segnato il primo gol per i bianconeri, stasera ancora in maglia rosa, da leader del Giro d’Italia che è il campionato, ma soprattutto ha predicato calcio come solo lui sa fare, in Italia. Responsi meno unanimi dalle punte, attese ad un passo avanti, dopo le recenti difficoltà sottoporta. Quagliarella ha giocato bene e segnato nel finale, pur su regalo del portiere avversario Kosicky, in serata di quelle da rimanere a letto per evitare di far danni. Borriello invece ha faticato di più, e Vucinic, entrato nel finale, ha trovato il tempo di mangiarsi la solita palla gol. Ma il cuore della Juve, ben rappresentato da Chiellini, autore del gol scacciapaure del 2-1 ha fatto la differenza su tutto, anche se l’espulsione di Motta per doppia ammonizione al 20′ della ripresa e un paio di parate decisive di Buffon non vanno dimenticate e hanno dato una mano. Ora la replica spetta al Milan, domenica, poi sabato prossimo si faranno i conti nello scontro diretto. Sono interessanti. Perchè Conte cambia l’attacco: giocano Borriello e Quagliarellla, coppia gol napoletana. Difesa a tre, Padoin esterno destro (non funzionerà) e De Ceglie dall’altra parte (e qui le cose vanno meglio). La Juve ha undici italiani in campo. Montella replica schierando tre punte, più i piedi buoni di Lodi e Almiron in mezzo al campo. Dietro altri due ex, Motta a destra e Legrottaglie al centro. Il Catania parte fortissimo. E passa subito in vantaggio: splendido gol di Barrientos con un sinistro tagliato sul palo lungo, rientrando al centro della destra. I rossazzurri insistono, contando sull’effetto sorpresa, sono i primi ad andare in vantaggio a Torino: il Catania gioca palla a terra, non si chiude, ha giocatori in mezzo con piedi pregiati, e frugolini in avanti con passo rapido e facilità di dribbling. La Juve non ci casca. Non è il caso di perdere la testa, o si fa la fine della scorsa stagione, quando le piccole scorrazzavano nelle praterie concesse in contropiede. Pirlo è il faro nel mare in tempesta. Quando il pallone scotta, lo passano tutti a lui. Che lancia, rifinisce, conclude. E segna. Finalmente. Su punizione, al 22′. Calcio piazzato che si procura di persona, ed esegue con maestria complice un Kosicky fermo come un palo della luce e che schiera la barriera in maniera curiosa. 1-1. La gara è divertente. Perchè giocata senza tatticismi. Perchè ricca di rovesciamenti di fronte. Perchè la Juve deve vincere. Per forza, dopo due pari che sanno di passo falso. Quagliarella, che tira tanto, con risultati alterni, approfitta di un’altra valutazione singolare di Kosicky, che lascia scorrere una sua botta centrale che sbatacchia sulla traversa. Ma non è che il Catania si spaventi più di tanto. Bergessio semina Bonucci in velocità, calcia a botta sicura, ma Buffon tocca e viene salvato dalla sua traversa. All’intervallo risultato in parità. Nella ripresa è tutta un’altra partita. Il Catania non ne ha più, ora pensa solo a difendersi. Entrano Biagianti, Spolli, Seymur, mediani e difensori. Ed escono punte. La Juve continua ad attaccare. All’arrembaggio. Pirlo dipienge calcio, e sfiora un capolavoro, ancora su punizione. La traversa sporca l’opera d’arte. Le mischie si susseguono, Quagliarella tira in porta mille volte. La svolta arriva in due mosse: prima Motta viene espulso per doppia ammonizione per un evidente fallo su De Ceglie al 20′. Due minuti dopo clamorosa occasione per il Catania: errorraccio di Bonucci, ma Almiron calcia su Buffon, ancora bravissimo. La gioia infinita di Chiellini dopo il 2-1. Reuters la juve sfonda — La Juve, graziata e con l’uomo in più, ha la partita in pugno. E trova il vantaggio. Con un gladiatorio Chiellini, di testa. C’è tutta la voglia di scudetto, nel suo gol. Si arrampica sopra Bergessio e approfitta del solito erroraccio di un Kosicky che ne combina di cotte e di crude. E infatti al 36′ sbaglia il rinvio, e quando Quagliarella gli tira addosso, presentadosi a tu per tu, non riesce a trattenere una conclusione che non sembrava impossibile. E così il Quaglia può godersi un gol fondamentale sul piano personale, finalmente il gol di una punta, per la Juve. Storari, pazzo di gioia, fa male al naso alla punta, nei festeggiamenti. La Juve, ancora imbattuta e di nuovo vincente, è felice tanto così. E soprattutto di nuovo prima in classifica“.
“Di classe e di rabbia. Subito sotto 1-0 per la fulminea partenza del Catania, la Juve si riprende la partita e la testa della classifica con una rimonta prepotente. Il 3-1 finale è firmato da Pirlo, Chiellini e Quagliarella dopo il vantaggio siciliano di Barrientos. Dopo i due 0-0 consecutivi contro Siena e Parma e le polemiche arbitrali, la squadra di Conte torna prima in classifica avvicinandosi al meglio alla sfida scudetto di sabato prossimo a San Siro con il Milan. Conte conferma il 3-5-2 con Giaccherini e De Ceglie sugli esterni e il trio Marchisio-Pirlo-Padoin in mezzo al campo. La novità principale, però, è in attacco dove Borriello e Quagliarella sono preferiti a Matri e Vucinic. Dall’altra parte Montella non snatura il suo gioco offensivo proponendo il tridente Gomez-Bergessio-Barrientos. Il Catania scende in campo senza paura e nel primo quarto d’ora domina. Al 3′ Buffon vola per respingere un tiro dalla distanza di Almiron. Passa appena 1′ e i siciliani passano in vantaggio con uno splendido sinistro a giro di Barrientos. La Juve è frastornata ma con il passare dei minuti cresce e prende in mano la partita. Al 17′ Borriello impegna Kosicky. I bianconeri attaccano e 5′ dopo Pirlo si inventa una perfetta punizione che fa 1-1. La squadra di Montella soffre il ritmo alto della Juve ma quando parte in contropiede fa sempre male. Tra il 30′ e il 32′ Quagliarella e Bergessio colpiscono due clamorose traverse accendendo ancora di più la gara. La Juve continua a spingere e al 5′ della ripresa ancora Pirlo va vicino al gol su calcio di punizione. Il Catania inizia a calare fisicamente e Montella cambia. Prima entra Biagianti per l’acciaccato Barrientos, poi Spolli per Lodi. Al 16′ Conte risponde inserendo Pepe al posto di Padoin. La gara non è spettacolare come nel primo tempo, ma la concentrazione e la determinazione delle squadre resta massima. Al 20′ Motta compie una grande ingenuità commettendo uno fallo sciocco su De Ceglie. Per l’ex bianconero arriva il secondo cartellino giallo e la conseguente espulsione. Il Catania però non si abbatte e pochi secondi dopo va vicinissimo al raddoppio con un destro di Almiron respinto con un piede da Buffon. Conte chiede ai suoi il massimo sforzo e si gioca la carta Vucinic al posto di De Ceglie. La Juve si getta in avanti e al 29′ è Chiellini di testa a trovare il guizzo giusto per il gol del 2-1. Stanco e demoralizzato, il Catania si distrae e al 36′ subisce il definitivo 3-1 firmato da Quagliarella.icile“.
“La Juve batte 3-1 il Catania nel terzo anticipo serale della 24ª giornata della Serie A, e si riprende la testa della classifica portandosi a 49 punti, due in più del Milan che sabato prossimo ospiterà proprio i bianconeri a San Siro. Una vittoria in rimonta quella della squadra di Conte, che viene colpita a fredda da Barrientos, ma reagisce di gioco e carattere con Pirlo, Chiellini e Quagliarella. Niente da fare, dunque, per un Catania che dopo un ottimo primo tempo cala notevolmente nella ripresa, e si ritrova anche in dieci per l’espulsione dell’ex Motta. Da ricordare anche i due ‘legni’ colpiti da Quagliarella per la Juve e da Bergessio per il Catania. Conte presenta alcune novità per la sfida contro gli etnei. La coppia d’attacco è formata da Borriello e Quagliarella, mentre a centrocampo Padoin parte esterno destro, con Pirlo, Marchisio e Giaccherini a completare il reparto. Bergessio, Barrientos e Gomez sono gli incursori di Montella, che si gioca la partita a viso aperto. Proprio il tridente offensivo dei siciliani manovra bene e in velocità, sorprendendo la difesa bianconera. Ci prova prima in contropiede con una conclusione di Izco, poi Almiron con un tiro da fuori. Al terzo tentativo la Juve capitola: Barrientos è bravissimo a superare Buffon con un tiro a giro di sinistro. Sono passati appena 4′ e i bianconeri, colpiti a freddo, rischiano di sbandare. La reazione, comunque, c’è, e Borriello e Quagliarella riescono a creare più di un affanno alla retroguadia catanese. In particolare Borriello si vede negare il possibile pareggio da Izco che salva sulla linea. Ad ogni modo la Juve non deve aspettare troppo per l’1-1. Il gol del pari, infatti, arriva al 22′ con una bella punizione di Pirlo, sulla quale la barriera del Catania lasca però a desiderare. Trovato il pareggio i padroni di casa si buttano a testa bassa alla ricerca del vantaggio e completare così la rimonta. Il Catania si difende, ma non resta a guardare ed è pronto a rispondere. La partita si anima definitivamente e, nella fase finale del primo tempo arrivano due spettacolari ‘legni’: la traversa colpita da Quagliarella e l’incrocio dei pali preso da Bergessio. Negli ultimi minuti ancora Juve con Quagliarella, fermato dal portiere dei siciliani. Juve pericolosa anche in avvio di ripresa, ancora con una punizione di Pirlo che esce di poco alta. Il Catania, invece, è costretto a sostituire Barrientos con Biagianti. La pressione della squadra di Montella è meno efficace rispetto ai primi 45′, e per la Juve è più facile gestire il pallone. I siciliani devono anche effettuare il secondo cambio, con Spolli al posto di un affaticato Lodi. Nella Juve, invece, entra Pepe al posto di Padoin. A complicare ulteriormente i piani di Montella arriva l’espulsione di Motta che con un ingenuo fallo su De Ceglie rimedia il secondo giallo. Con l’uomo in meno il Catania ha, incredibilmente, l’occasione del raddoppio: grande finta di Gomez, rimpallo, e sfera che termina ad Almiron la cui conclusione, però, è forte e centrale. Conte decide di non rischiare ulteriormente, e di capitalizzare invece il vantaggio numerico inserendo Vucinic per De Ceglie. Lo schieramento della Juve diventa super-offensivo, e il Catania è costretto a ripiegare (e a completare le sostituzioni con Seymour al posto di Gomez). I bianconeri spingono alla caccia del secondo gol, con Pirlo che serve palle preziosissime non sempre sfruttate al meglio dai compagni. A gratificare il lavoro dell’ex milanista ci pensa, comunque, Chiellini, che svetta di testa sulla punizione calciata dal regista e realizza il gol del 2-1. Trovato il vantaggio, Conte inserisce Lichtsteiner per Borriello, mentre Vucinic si fa ammonire per simulazione. Meglio di lui fa Quagliarella che lanciato in contropiede non sbaglia e trova la rete del 3-1. L’esultanza successiva, decisamente scomposta da parte di Storari, porta a un colpo in testa per Quagliarella e al naso per Pepe. Nulla di grave, comunque, e la partita può proseguire senza altri sussulti fino al fischio finale“.
“La sofferenza, questa volta, è stata premiata. La Juventus batte 3-1 il Catania nell’anticipo del sabato e torna in vetta alla classifica anche se forse per una notte sola. Quel che conta, però, è che i bianconeri siano tornati a vincere, impresa che contro Siena e Parma non era riuscita. Eppure, non è stato affatto un compito semplice, specie se si considera che i rossazzurri sono passati in vantaggio dopo 4′ con Barrientos e che sino al 75′ erano in parità nonostante l’espulsione del pessimo ex Marco Motta. Poi, però, ci hanno pensato Andrea Pirlo, Giorgio Chiellini e Fabio Quagliarella. E, adesso, la Vecchia Signora può tornare a sorridere. Antonio Conte rivoluziona centrocampo e attacco dopo il pareggio di Parma. In prima linea fa il debutto dal primo minuto Borriello in coppia con Quagliarella, mentre a centrocampo Lichtsteiner e Pepe vanno in panchina lasciando il posto a Padoin e Giaccherini. Il titolare a sinistra, poi, è De Ceglie e non Estigarribia che va in tribuna. Panchina anche per Del Piero, Vucinic e Matri. Vincenzo Montella passa nuovamente al 4-3-3 e propone gli ex Motta e Legrottaglie dal primo minuto in difesa. Conferme per il centrocampo titolare con Lodi in regia e il duo Almiron-Izco sugli esterni, mentre in attacco c’è il trio all’insegna della rapidità con Gomez e Barrientos a supproto di Bergessio. Spolli getta la spugna poco prima della partita e va in panchina lasciando il posto a Bellusci. Un primo tempo mozzafiato, senza soluzioni di sosta e con due squadre che continuano a rispondere colpo su colpo. La Vecchia Signora squilla per prima con Marchisio, che di testa mette a lato dopo nemmeno un minuto. Ma il primo gol è di Barrientos, che al 4′ gela lo Juventus Stadium con un sinistro a giro dal limite che si infila all’incrocio battendo Buffon, già costretto al salvataggio su una conclusione precedente di Almiron. La partita si fa subito vibrante. I padroni di casa ci mettono un po’ per reagire, ma dal quarto d’ora in avanti premono a più non posso sino a quando Pirlo si procura una punizione dal limite (ingenuo Bergessio). A calciare va lui stesso ed è 1-1, con una splendida soluzione a giro imprendibile per Kosicky (22′, suo primo gol da juventino). Se possibile, il match diventa ancora più divertente. Ma di gol non se ne vedono, perché al 30′ Quagliarella prende una traversa clamorosa dal limite e lo stesso fa Bergessio due minuti dopo. Conte inverte Giaccherini e Marchisio in mediana, mentre Montella cambia tutto passando al 3-5-2. La Juventus preme ancora di più, però si va all’intervallo sul risultato di 1-1. La ripresa è tutta un’altra partita, meno spettacolare, più aggressiva. Il Catania si chiude a riccio senza più ripartire, con Montella che al 50′ toglie Barrientos per mettere Biagianti e dieci minuti dopo toglie anche Lodi per Spolli. La Juventus attacca a più non posso senza trovare spazi. Le occasioni da gol diminuiscono e Conte prova a smuovere lo stallo con Pepe al posto di Padoin. La mossa decisiva, però, è di uno degli ex in campo, Motta, che nel giro di un quarto d’ora si fa espellere nel più ingenuo dei modi, con due fallacci vistosissimi a centrocampo. Al 65′, in sostanza, il Catania resta in dieci. Conte mette anche Vucinic, passa al 3-4-3 e, nonostante Buffon salvi il risultato su Almiron (66′), la Juventus porta a casa la partita. Decisive, anche in questo caso, due topiche clamorose di Kosicky. Il portiere etneo al 74′ esce a vuoto su una punizione di Pirlo dalla destra e regala a Chiellini la palla del 2-1. Copione simile all’81′, quando rinvia sul piede del regista bianconero, che serve a Quagliarella il secondo assist della propria serata e 3-1 annesso. Finisce qui. Con l’unica appendice tragicomica dell’esultanza juventina al terzo gol, con Storari che si butta nella mischia di giocatori vicino alla bandierina del corner e ferisce involontariamente sia Quagliarella che Pepe. Ma, questa volta, il finale è davvero dolcissimo per la Juventus. Dopo due pareggi consecutivi e quasi 200′ senza gol segnati, la Juventus si sblocca e riparte. Merito di un Pirlo in formato deluxe, autore di una splendida rete e anche di due assist. Ma la sensazione è che i problemi dalla trequarti in avanti non siano risolti del tutto. Che cosa sarebbe successo se Motta non avesse commesso quella sciocchezza? Con il Catania in parità numerica la Juventus avrebbe fatto molta più fatica a creare occasioni da gol, come sempre accade quando l’avversario di turno si chiude sulla difensiva. Ma tant’è. Gli uomini di Conte tornano a vincere e superano temporaneamente il Milan salendo a quota 49 (+2). Quello che ci voleva per mettere un pizzico di pressione sull’avversario diretto e presentarsi nel migliore dei modi allo scontro in programma a San Siro sabato prossimo. Da imbattuta dopo 23 partite. Una cosa che non le era mai accaduta nella propria storia. Non male“.
“Torna alla vittoria la Juventus. Allo Stadium i bianconeri battono 3-1 il Catania e conquistano, anche se solo momentaneamente, la vetta della classifica di serie A con due punti sul Milan. Siciliani, però, in vantaggio dopo appena 4 minuti con Barrientos, ma pareggia i conti Pirlo al 22′. Nella ripresa Juve avanti con Chiellini di testa e terzo gol di Quagliarella nel finale. Catania in 10 per l’espulsione di Motta al 20′ st. Che il Catania non sia arrivato a Torino a fare da comparsa lo si era capito in un battibaleno. E lo si era capito anche nel peggiore dei modi, ovviamente per la Juventus. Perché dopo appena quattro minuti di gioco i siciliani sono andati in vantaggio con un numero d’alta scuola di Barrientos che, in barba alla reverenzialità nei confronti della Vecchia Signora, si inventa un gol bellissimo che l’incolpevole Buffon non riesce a sventare nonostante il tuffo disperato a mano aperta. Lo choc per i bianconeri, e per lo Stadium tutto, dura però poco nel senso che la Juve rimette in circolo il sangue che si era temporaneamente gelato nelle vene e torna a cucire la sua trama di passaggi e corsa per arrivare a sfondare la retroguardia avversaria. Le occasioni non mancano e Borriello si veste da attaccante vero per intimorire Kosicky. Ma per il momento il gol fa fatica a materializzarsi davanti agli occhi di un apparentemente tranquillo Conte. Ci vuole, infatti, un calcio di punizione di Andrea Pirlo (con la barriera catanese colpevole di un piazzamento sbagliato) per pareggiare i conti e per far esplodere i tifosi. Pervenuti al pareggio i bianconeri tentano l’assalto alla rete del vantaggio. Quagliarella, altro attaccante lanciato dal tecnico salentino come titolare e in cerca di riscatto da vacche magre, trova il bolide, la traiettoria, ma pure la traversa piena con portiere già battuto. Il Catania non ci sta e pareggia pochi minuti dopo anche il conto dei legni con Bergessio che trova il palo al 32’. È ancora Juventus, prima del duplice fischio, che sancisce la fine del primo tempo con Quagliarella. Fortuna e precisione mancano però all’appello. Nella ripresa è sempre Pirlo a fare il professorone dando lezione con il suo destro velenoso che su punizione ha un effetto a scendere tale da colpire la parte alta della traversa. L’assedio dei bianconeri, in maglia rosa-stellata, non si ferma. Ma il Catania costruisce muri su muri per difendere un corpo a corpo che si fa asfissiante col passare dei minuti. Il problema, comunque, è sempre lo stesso. La Juve crea molto, gioca bene e con fantasia. Svaria la manovra, ma non concretizza. Ed è talmente vero ciò che Pirlo in primis e Borriello e Quagliarella di conseguenza non possono far altro che provare e riprovare tiri da lontano che tutto sembrano tranne che bombe imparabili. Dopo la doppia ammonizione, con relativa espulsione dell’ex Motta, la Juve rischia grosso e ancora per mano di un ex. Almiron fa tutto bene ma si trova davanti i riflessi di Buffon che bloccano i sogni di gloria. E’ di nuovo Pirlo il faro su cui la Juve dirige la propria rotta quando vede che gli uomini di Montella mollano il colpo. Ed è d’alta scuola il filtrante piazzato per Marchisio al minuto 26 con il centrocampista che in corsa non trova la botta per stendere Kosicky. Ed è ancora dal piede di Pirlo che nasce il gol del vantaggio bianconero. Palla al centro dell’area dove, tra strattonamenti non bene identificati, spunta la testa di Chiellini che marca il gol del vantaggio. Il Catania in 10 appare, tuttavia, molto stanco e senza idee per contrastare la foga juventina. Foga che produce anche il terzo gol con Quagliarella. La rete chiude il match e fa tornare il sorriso in casa Juve. Per ora, aspettando il Milan, è vetta della classifica e con una gara ancora da recuperare“.
“La Juventus torna alla vittoria battendo 3-1 in rimonta il Catania davanti ai propri tifosi. La squadra di Conte dimostra di saper anche soffrire mentre quella di Montella non demerita affatto al cospetto della capolista. I bianconeri tornano primi in classifica in attesa della trasferta del Milan a Cesena. Conte si affida ad un 3-5-2, già schierato in altre occasioni, dando un po’ di respiro allo svizzero Lichtsteiner e puntando sulla collaudata retroguardia formata dal sempre presente Barzagli con Bonucci e Chiellini. A centrocampo l’allenatore dei bianconeri piazza Pirlo in cabina di regia supportato, da destra a sinistra, da Padoin, preferito a Pepe, Giaccherini, Marchisio e De Ceglie. In attacco la vera rivoluzione con Borriello e Quagliarella entrambi in campo al posto di Vucinic e Matri. L’allenatore dei rossazzurri Montella lascia intendere subito di voler provare a giocarsi la partita non rinunciando al suo classico 4-3-3 con in difesa gli ex bianconeri Motta e Legrottaglie coadiuvati da Bellusci, rientrato dalla squalifica, e Marchese. Spolli non ce la fa e si accomoda in panchina. A centrocampo, un altro ex juventino, Almiron affiancato da Lodi e dal capitano Izco. In attacco il tridente che tante soddisfazioni sta portando al suo allenatore e a tutti i tifosi del Catania, Gomez, Bergessio e il giocatore forse più in forma della compagine catanese Barrientos. L’inizio di gara è totalmente appannaggio della formazione ospite che, dopo 4 minuti, è già in vantaggio con un grandissimo goal di Barrientos. L’argentino riceve palla al limite dell’area e piazza un sinistro a giro che Buffon non può far altro che osservare terminare alle sue spalle. La formazione di Conte sembra smarrita e porge il fianco alle azioni dei veloci attaccanti rossazzurri. Il Catania però non sa approfittarne e lascia che la Juve si assesti tanto che al minuto 22 Pirlo si procura un’interessantissima punzione al limite dell’area e sigla la sua prima rete in campionato superando la barriera e lasciando di sasso l’incolpevole Kosicky. Dopo il pareggio la juve si spinge in avanti e sfiora il vantaggio con un gran tiro da fuori area di Quagliarella che si stampa sulla traversa. Stessa sorte ha il tiro di Bergessio da due passi da Buffon dopo una bellissima triangolazione con Lodi. Il finale di primo tempo è tutto di marca bianconera con gli avanti di Conte che dialogano bene ma che non riescono a trovare il varco giusto. Il secondo tempo inizia subito con una tegola per Montella: Barrientos non ce la fa ed è costretto ad uscire. Al suo posto entra Biagianti. Pochi minuti dopo Motta commette un’incredibile ingenuità entrando in maniera scomposta su De Ceglie. Secondo giallo ed espulsione per il difensore rossazzurro. Da questo momento in poi non c’è più partita. I bianconeri sentono che è il momento di spingere sull’acceleratore e poco dopo si portano in vantaggio con un gran colpo di testa di Chiellini su una sciagurata uscita del portiere della squadra ospite. La squadra di Montella si scioglie come neve al sole e concede a pochi minuti dalla fine il terzo goal ai piemontesi con Quagliarella che viene magistralmente imbeccato da Pirlo su uno sbagliato rinvio di Kosicky“.
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“Una vittoria di pura potenza. E’ servita alla Juventus una delle serate classiche di questa stagione, piene di aggressività e ritmo forsennato, per avere la meglio su un bel Catania (3-1 finale) e, in attesa della gara del Milan a Cesena, riprendere il comando in classifica. Potenza che ovviamente non esclude la qualità tecnica: Pirlo su tutti, ha incantato con le sue giocate mettendo lo zampino in tutte le reti della squadra di Conte. Ad un eroe positivo, corrispondono però due elementi ’sfortunati’ della serata: due errori e mezzo fatali del portiere del Catania Kosicky, espulsione determinante del contrariato ex Motta quando c’era ancora equilibrio. Gara godibile, anche dal punto di vista tattico. Conte opta per il 3-5-2. La notizia più interessante è l’impiego dal 1′ di Borriello - tandem offensivo con Quagliarella -, ma anche l’adattamento di Padoin a esterno destro è motivo di analisi. Montella schiera una formazione figlia della tranquillità in classifica e della voglia di fare un colpaccio. Snocciolando il 4-3-3 dalla mediana in su, il denominatore comune è la qualità. Indubbiamente l’approccio alla partita degli etnei ha spessore tecnico. Squadra coesa tra i reparti che sviluppa un possesso palla in velocità. Izco chiude subito un contropiede propizio (bene Buffon), poi dopo una azione iniziata da Almiron e stoppata anche dal portiere bianconero, Barrientos trova il vantaggio con un sinistro a giro molto preciso. Una rete che scatena la forza d’urto della Juve e costringe al sacrificio anche gli avanti del Catania. Uno di questi, Bergessio, genera con un intervento su Pirlo la punizione che lo stesso regista trasforma magistralmente: tutto bello, ma Kosicky la barriera poteva piazzarla meglio. Il resto della frazione è una contrapposizione di stili. La Juve mette in campo la sua forza d’urto: Borriello ad esempio, sia nelle conclusioni aeree che nel gioco di sponda (buona l’intesa con Quagliarella) si fa sentire, De Ceglie a sinistra prevale nel duello con Motta scodellando parecchi traversoni. Il Catania però è micidiale quando riesce a ripartire palla al piede, e pareggia anche nel numero dei legni. Il primo - traversa - lo coglie Quagliarella con una botta dalla distanza, il secondo - palo - è di Bergessio, che finalizza un prezioso gioco di sponda di Lodi. Nella ripresa il Catania non riesce più a tenere certi ritmi. Barrientos non va come centrocampista di interdizione, tanto vale sostituirlo con Biagianti. La stessa fine di Lodi, rilevato da Spolli. Insomma, Catania molto più coperto, anche se è Motta, con uno sciagurato doppio giallo, a indirizzare la partita dalla parte dei suoi ex compagni. Conte potenzia l’attacco con Vucinic (piattone impreciso sotto misura), Buffon evita la beffa su una botta di Almiron, quindi la gara si chiude. Pirlo pennella un cross, Kosicky ‘buca’ l’uscita e Chiellini di testa non perdona. Quindi il portiere del Catania sbaglia il rinvio, Pirlo non si fa pregare per mettere in moto Quagliarella che non sbaglia. La Juve torna in vetta ed ora tifa Cesena“.

















comunque il signor conte (volontariamente scritto in minuscolo) potrebbe darci una sua opinione
sul 2° goal
non era forse da annullare ?
chiellini
sul Lavandina
commette un evidente fallo
kosicky è l’unico portiere decente che abbiamo in questo momento a catania … anche se ieri kosicky era emozionato ed è stato molto sfortunato … scommetto che le 2 parate che ieri ha fatto con andujar sarebbero stati altri 2 goal e la partita sarebbe finita 5-1 per la juventus !!
kosicky è ancora inesperto però può recuperare … kosicky sa buttarsi ai lati gli altri portieri NO , infatti ieri c’è stata una bellissima parata che ha fatto …poi anche se ieri non è riuscito a prendere la palla al volo però è uscito con sicurezza e si è buttato senza ripensamenti e non è da tutti ragazzi … Campagnolo e Andujar a confronto quando ci sono stati dei cross non hanno avuto il coraggio di buttarsi e pensando di ritirarsi all’ultimo momento gli avversari ci hanno sempre segnato !!
anche se il primo goal è nata dall’inesperienza di Kosicky … invece l’ultimo goal è stato segnato anche per totale sfiga cioè l’aveva presa la palla col piede però ha preso una direzione totalmente sfavorevole per noi … per ultima cosa anche Buffon ieri ha giocato male però a differenza di Kosicky è stato fortunato !!!
ma la traversa di quagliarella da fuori aria?il portiere dv era?ha battezzato un palla fuori che stava per entrare,lo stesso la seconda punizione di pirllo…daoi non skerziamo…non possiamo rischiare,mettiamo carrizo ke almeno ha esperiena!
Era troppo acquistare un portiere di sicuro valore o prenderne uno di sicura affidabilità in prestito, adesso proviamo controcucca in porta
LM non so perchè ha preso Carrizo è la brutta copia di Andujar come portiere !!! molto meglio Kosicky che ci ha fatto vedere belle cose con la roma e col genoa !!!
maximusCATANESE non vuoi nemmeno provarlo una volta Carrizo? E che sei il mago da timpa?
Chi pensa di poter riproporre Kosicky in porta vuole male al ragazzo e al Catania. Per questa storia del portiere abbiamo perso almenno 6 punti (Udinese , Roma , Parma e Juventus). La responsabilità è solo di Lo Monaco che prima di cacciare Andujar doveva avere un sostituto valido….e invece ..ecco il disastro Campagnolo e Kosicky….
Allenatore, sta attento a ciò che dici….in senso buono.
Io, per aver osato dire questo nei mesi scorsi, mi sono beccato cordate di odio qui.
Ma salta all’occhio, abbiamo regalato punti per una cattiva gestione del problema portiere e bruciato un ragazzo e una marea di punti.
Peccato davvero, mi piacerebbe sentire cosa ha dire in proposito la nostra Direzione Tecnica
“cataniabedda” da buon tifoso per me Montella può fare giocare Carrizo sperando che si trasformi in un altro portiere e diventi bravo …perchè sia nella nazionale che nella lazio ha fatto delle belle papere che poi in nazionale è stato sostituito da Andujar !!
Bisogna provarlo,”Carrizo”altrimenti si finirà male il nostro campionato,non so perché ma io ho fiducia in questo portiere.
motta motta motta…..
a pensar male si fà peccato,ma spesso ci si azzecca….
MASSIMILIANO ALLEGRI (allenatore Milan)
“Mancano ancora tante partite e abbiamo messo una buona ipoteca sul passaggio del turno in Champions League, ma sappiamo che gli inglesi non mollano mai. I ragazzi credo che sino al 3-0 abbiano fatto una partita bella, giocata molto bene tecnicamente e con buone geometrie. Poi abbiamo un pochino lasciato l’iniziativa a loro, iniziando a giocare indietro. Non abbiamo più corso verso la loro porta e poi ci sta di prendere un gol e riaprire la partita. Le mie scelte? Non ci sono rivincite, non ho visto lungo. La società ha fatto un ottimo acquisto con Muntari, così come tutti gli altri ragazzi che sono arrivati. Anche quando ci sono molte assenze la squadra riesce a fare buone prestazioni e portare a casa risultati. Per me sarebbe importante avere tutti a disposizione e poi fare delle scelte, ma al momento non è possibile. Aspettiamo venerdì e il verdetto su Ibrahimovic. Se gli tolgono una giornata ci sarà, altrimenti no no. Siamo pronti a giocarcela con la Juventus. Emanuelson è un giocatore che ha tecnica ed è bravo. Ogni tanto però nel calcio si danno delle etichette ed è difficile toglierle, così come si dice che Robinho sbaglia i gol. I gol li sbagliano tutti. Muntari forse non era adatto a come gioca l’Inter, ma a noi va molto bene perché ha tecnica, forza e grandi motivazioni. Non voglio fare polemica con la Juventus. Il gol di Chiellini è stato bellissimo, ma ha schiacciato l’avversario. Però non è che l’arbitro è stato di parte perché non ha fischiato fallo. A volte si fischiano, a volte no. Comunque non vogliamo parlare di arbitri”.