RASSEGNA STAMPA: IL CHIEVO E’ LA CRIPTONITE DEL CATANIA
Scritto da Andrea Mazzeo il 21 Nov 2011 alle 06:09 am | Argomento: Rassegna Stampa

Torna la “Rassegna Stampa” completa curata dalla Redazione di Catania46.net. Prese ancora una volta in esame le pagine dei più importanti siti sportivi dopo la brutta sconfitta dei rossazzurri contro il Chievo di Mimmo Di Carlo. Per la maggior parte delle testate il Catania sfodera una prestazione leziosa che agevola il compito ai clivensi. Per il quotidiano locale “La Sicilia” gli errori si pagano, mentre per “La Gazzetta dello Sport” il Chievo si chiama Sergio Pellissier.
“Chi sbaglia, paga. E il Catania paga per i suoi errori. Dopo sei risultati utili di fila, i rossazzurri inanellano la seconda sconfitta seconda consecutiva. Ma se lo stop a San Siro contro il Milan può rientrare nella logica delle cose, la battuta d’arresto casalinga contro il Chievo è decisamente meno preventivata. Al Massimino, dove gli etnei avevano perso solo una delle ultime tredici gare ufficiali incamerando dieci successi e due pareggi nelle altre dodici, la formazione di Montella brucia la propria imbattibilità interna stagionale pagando a caro prezzo due gravi svarioni difensivi su entrambi i gol avversari e un rigore fallito da Lodi nel momento chiave della partita. Il resto lo fa la difficoltà nello scardinare il dispositivo difensivo del Chievo, compatto e pronto a ripartire in contropiede affidandosi all’efficacia del solito Pellissier. Ne viene fuori una gara bloccata, che il Catania non riesce a indirizzare a proprio favore: la manovra è troppo lenta per sorprendere la difesa ospite e gli uomini che potrebbero imprimere il cambio di ritmo non paiono nella giornata migliore. I rossazzurri hanno una fiammata intorno alla mezz’ora, quando Ricchiuti scaglia un sinistro dal limite fuori di poco e Bergessio colpisce il palo sugli sviluppi di un angolo. Sono però i clivensi a chiudere il primo tempo in vantaggio: Spolli perde banalmente il pallone in disimpegno, Pellissier s’invola verso la porta e va giù sul tentativo di recupero del difensore rossazzurro causando un rigore che lo stesso Pellissier trasforma con freddezza. Il Chievo, a questo punto, si chiude ulteriormente e per il Catania si fa dura. Montella inserisce Maxi Lopez e Biagianti allargando Gomez a destra e proprio Maxi Lopez si guadagna un penalty cadendo in area tra Mandelli e il nuovo entrato Cesar su un cross di Bergessio: il centravanti argentino vorrebbe battere il rigore, ma Lodi, specialista incaricato, lo respinge al mittente con perentorietà prima di vedersi neutralizzare il tentativo dal dischetto da Sorrentino, pronto a respingere in tuffo sulla sua sinistra. Gli etnei ci riprovano con due colpi di testa di Spolli (bravo Sorrentino nella prima occasione), ma capitolano ancora su un pasticcio tra Bellusci e Biagianti, che si ostacolano a vicenda su un traversone regalando il pallone a Pellissier, libero di servire Sammarco a centro area per un comodo appoggio in porta. E’ Almiron, quattro minuti più tardi, a riaccendere la speranza catanese con un destro dalla distanza sporcato da Sammarco quel tanto che basta per tagliare fuori Sorrentino. Il Catania avrebbe a disposizione ancora un quarto d’ora per raddrizzare il punteggio in extremis, ma non va oltre un paio di mischie davanti a Sorrentino senza esito“.
“Pellissier è il Chievo. Due giocate che twittano un rigore, un gol e l’assist per il raddoppio di Sammarco. Lo Zar del club dei panettoni sale a 99 gol in carriera, e manda il Chievo in orbita. Bello e sciupone il Catania di Montella, che sbaglia un rigore con Lodi sull’1-0 (super Sorrentino) e poi accorcia con Almiron. Il Catania ammazzagrandi al Massimino cade con una piccola (col Chievo, finale 1-2): non perdeva in casa dal 17 aprile (filotto di 12 gare utili di fila). Così va il mondo. Quello che tocca, lo trasforma in oro. Il primo atto di Sergio Pellissier è in sintesi una guida pratica per l’attaccante di razza. La lettura inizia dalla fine, al 46′ quando il centravanti del Chievo piazza la scossa che tramortisce il bel Catania di Montella: Pellissier entra in una sola giocata, ed è rigore e gol del vantaggio (oltre che giallo per Spolli). Fa tutto lui, il Re Mida di Verona - naturalmente sponda Chievo: si procura e realizza il gol numero 99 in carriera e consente al Chievo di andare all’intervallo su una posizione - insperata - di vantaggio. Punito, oltre i suoi demeriti, il Catania sorretto dalle aperture di Almiron, dagli scatti di Ricchiuti e i cui sogni di gloria sbattono contro il palo colpito al 36′ da Bergessio. Non siamo in Spagna, bensì ai piedi dell’Etna: eppure il tic e tac del Catania è ripetuto, continuo a tratti ripetitivo. I ragazzi di Montella rifuggono dall’impostazione di match di lotta imposto nei primi minuti dalla solida regia veneta (Bradley-Rigoni) e si distendono, sfruttando le fasce sia con Potenza sia con Marchese, e con un lineare gioco orizzontale. Bel Catania, Chievo rintuzzato a ridosso di Sorrentino. Bello di giorno, ma inconcludente nella zona calda: così i lampi siciliani sono di Ricchiuti (al 32′: tiro di poco a lato) e con il palo in mischia di Bergessio (al 36′). In mezzo, un erroraccio di Bellusci (al 23′) regala una palla-gol a Thereau: il francese ringrazia, ma spreca. Il nervo è scoperto, la difesa veneta è blindata. Nella ripresa l’orgoglio del Catania non basta, perché dopo il primo quarto d’ora il Chievo dà l’impressione di gestire il vantaggio senza affanni. Montella capisce che è il momento di cambiare tutto, e vanno dentro Maxi Lopez e Biagianti. Proprio il centravanti argentino impatta in maniera decisiva sul match: subito sfiora il gol (al 17′, tiro fuori), poi al 23′ conquista un rigore (atterrato da Mandelli). Lodi va sicuro sul dischetto, ma fa i conti senza Sorrentino: strepitoso il portierone veneto che dice no a Lodi, e un minuto dopo fa un altro miracolo sul colpo di testa ravvicinato di Spolli. Cinque minuti, ed ecco la vecchia regola del calcio: pari fallito, raddoppio incassato. La difesa del Catania combina un pasticcio, ne approfitta Pellissier che serve un assist al bacio per Sammarco. Tutto solo, davanti ad Andujar: è un gioco da ragazzi. Il Chievo scappa, i siciliani restano in partita grazie a un siluro di Almiron (deviato, è il 33′ ). Il finale è incandescente, ma il risultato è già scritto. Al Massimino sono caduti i giganti, questa domenica passa il piccolo ma grande Chievo“.
“Vittoria esterna del Chievo che con un rigore di Pellissier e un gol di Sammarco stende il Catania di Montella al primo ko al Massimino. Grande rammarico per i siciliani che sprecano sull’1-0 con Lodi un calcio di rigore: straordinaria la parata di Sorrentino e in generale è da applausi la prestazione dell’estremo difensore dei veneti. Inutile la rete di Almiron al 33′ che non lenisce il rimpianto per il Catania“.
“Il Chievo soffre, ma porta a casa tre punti importantissimi nel match di Catania, vincendo 2-1 contro i rossazzurri, che incassano così la loro prima sconfitta casalinga. Apre le marcature su rigore Pellissier, che regala poi a Sammarco l’assist del 2-0. Lodi è colpevole di aver fallito un rigore, mentre non basta il gol di Almiron nel quarto d’ora finale per risollevare le sorti della squadra di casa. Nel primo tempo il Catania è più arrembante, mentre il Chievo si fa schiacciare più volte nella propria metà campo. C’è qualche occasione da entrambe le parti, ma nel complesso l’unico momento veramente pericoloso della prima frazione arriva al 35’, quando sugli sviluppi di un calcio d’angolo Bergessio colpisce il palo e Legrottaglie non riesce ad agganciare il tap-in. Per i rossazzurri i più attivi sono Marchese sulla fascia sinistra e Almiron, mentre per il Chievo è il solito Pellissier a trascinare una manovra a volte un po’ troppo lenta per i gialloblù. Così il capitano, in pieno recupero, riesce a procurarsi un rigore, forse un po’ dubbio visto che il fallo inizia fuori area: Spolli lo butta giù, così il valdostano va sul dischetto e supera Andujar per l’1-0, risultato con cui si torna negli spogliatoi. Nella ripresa il Catania si prede completamente nelle fasi iniziali, lasciando ai gialloblù molto più spazio per gestire la manovra. E’ un atteggiamento che verrà punito, perché la squadra di Di Carlo prende subito l’iniziativa, costringendo i rossazzurri a dispendiose rincorse. Al 67′ arriva però l’episodio che segna definitivamente l’andamento della partita: Maxi Lopez si procura un rigore dubbio quanto quello di Pellissier e vuole andare a tirarlo personalmente. Battibecca con Lodi e alla fine ne esce sconfitto. E’ dunque Lodi ad andare sul dischetto, ma clamorosamente Sorrentino para il tiro che poteva riaprire la partita. Così passano pochi minuti e, mentre il Catania è completamente in crisi, la spinta del Chievo diventa pericolosa. Al 73′ Belusci e Biagianti combinano un disastro: si scontrano in area, lasciando Andujar da solo a difendere la porta; il portiere va verso Pellissier, portatore di palla, ma il capitano clivense preferisce non tirare, serve Sammarco a rimorchio che non fa altro che spingerla dentro per il 2-0. In 5′ tuttavia il Catania si riprende e segna il gol dell’1-2 con Almiron, bravissimo a raccogliere dalla distanza il tap-in su respinta di un tiro di Maxi Lopez. Almiron scarica da lontano, trova una deviaziione alta e Sammarco non può fare nulla. Il finale è concitato e i padroni di casa hanno un altro paio di occasioni, ma Sorrentino è fenomenale ed è una muraglia invalicabile per gli uomini di Montella, che alla fine si devono arrendere“.
“Al Massimino succede quello che non t’aspetti: il Chievo coglie la prima vittoria esterna della stagione e interrompe l’imbattibilità casalinga del Catania, che durava ormai dallo scorso 17 aprile. I veneti passano in vantaggio al 46′ del primo tempo con il rigore di Pellissier. Sorrentino si esalta e para un penalty a Lodi (68′). Poi gli etnei concedono il 2-0 a Sammarco al 73′. Non basta la rete di Almiron al 78′ per riaprire i conti. Numeri che s’intrecciano, tutti indicativi. Cui s’aggiunge il gol numero 99 di Pellissier con la maglia del Chievo. Un pezzo di storia clivense che il pomeriggio di Catania consacra a pieni voti. Per movimenti, cinismo e dedizione. E grande attaccamento a una squadra modellata da Di Carlo nel carattere e nell’organizzazione di gioco. Brava a non mostrare il fianco di fronte ai primati di un Catania fin qui sempre brillante (San Siro a parte) nonostante esclusioni discutibili (Maxi Lopez). Si parte con un brutto zero alla casella ‘lampi’. Montella, nella sua interpretazione di tiki-taka, affida le chiavi del gioco a Lodi, Almiron e agli sguscianti Ricchiuti e Gomez. Ma a parte un’ammonizione immediata di Luciano, i risultati sono certamente inferiori alle aspettative. Gli etnei ci mettono tanta buona volontà, senza mai trovare sprazzi decisi o conclusioni assillanti. Palleggio e manovra fino agli ultimi venti metri, in cui Bergessio appare scollato dal resto della squadra e fatica ad imporsi. Sorrentino controlla a vista, il Chievo sta in allerta e prova a replicare con l’arma migliore: il contropiede. Prima Rigoni, poi Luciano sprecano buone chance. Il Catania, troppo alto, rischia di crollare quando Bellusci serve a Thereau l’assist che non ti aspetti: Spolli fa il fenomeno e chiude in spaccata. A furia di prendersi applausi dalla tribuna, però, l’argentino si esalta e, dopo un palo colto in modo fortuito da Bergessio (36′), anima fino all’inverosimile il pomeriggio del vecchio Cibali: errore in impostazione e trattenuta in area ai danni di Pellissier. Il capitano, dal dischetto, è una sentenza e il Chievo chiude in vantaggio un primo tempo anomalo per lunghi tratti. La ripresa è molto più tonica. Montella cambia modulo, spedendo nella mischia Biagianti e Maxi Lopez per avvicinarsi meglio alla porta. Anche Tagliavento incide: prima risparmiando a Luciano il secondo giallo per un evidente fallo di mano, poi giudicando eccessiva l’azione scomposta di Cesar su cui Lopez si lascia andare a volo d’angelo. Altro rigore, stavolta con esito opposto: Lodi calcia a mezza altezza, Sorrentino è un furetto e sventa la minaccia. Comincia l’assedio: nel giro di un paio di minuti Spolli chiama ancora agli straordinari il portierone ex Aek. Poi spedisce fuori solo soletto. Il Chievo non rimane a guardare, prova a interdire e a scappare in velocità, sfruttando l’evidente scompenso difensivo degli avversari. Al 28′ si consuma l’ennesimo melodramma: Bellusci (ancora lui) e Biagianti ciccano un pallone che l’astuto Pellissier deve solo appoggiare per il tap-in di Sammarco: 0-2. Il Catania è al tappeto, ma una conclusione da lontano di Almiron – con deviazione - lo rianima un’altra volta. Mandelli e Cesar, però, tengono a sufficienza; Jokic e Frey sono fondamentali e anche l’attacco tiene alto il pallone e lontane le minacce. Così l’impresa è dietro l’angolo: per Di Carlo è la seconda vittoria di fila, per Montella uno smacco che infierisce di brutto sulle ambizioni di classifica medio-alta“.
“Catania ordinato ma distratto, Chievo cinico e attento: gli scaligeri portano così a casa una vittoria importantissima espugnando un ‘Massimino’ negli ultimi anni fortezza della squadra etnea. Un Sorrentino insuperabile ha parato tutto il parabile, compreso un calcio di rigore di Lodi, mentre Pellissier e compagni sono stati abili a sfruttare ogni incertezza della retroguardia rossazzurra. Dopo il k.o. di ‘San Siro’, il Catania si ferma così a riflettere, mentre i gialloblù si rilanciano verso la zona tranquilla. Montella non rinuncia all’ormai consueto 3-5-2 con il recuperato Potenza sul’out destro e il duo Gomez-Bergessio confermato in avanti. Nel Chievo Di Carlo lancia Sammarco sulla trequarti e preferisce Thereau a Moscardelli. In difesa Cesar resta fuori, in campo vanno Mandelli e Andreolli. Sono gli ospiti a partire subito meglio, costringendo Spolli ad un recupero prodigioso al 6’ e provandoci poi con una girata di Mandelli su azione d’angolo. Il Catania reagisce al 9’, con un colpo di testa di Almiron che non inquadra lo specchio della porta, ma si ha subito l’impression e che le occasioni non siano altro che frutto di spunti estemporanei. Al 22’ Bellusci, perfetto fin lì, si avventura in uno sciagurato retropassaggio che spalanca a Thereau, tutto solo, la via del goal: è provvidenziale la chiusura in scivolata di Spolli per impedire al francese di far male. Poco dopo la mezzora è il Catania a sfiorare il goal con Ricchiuti, il cui sinistro dà l’illusione ottica del goal ma termina a lato di pochissimo. Ancora più ghiotta l’occasione capitata al 36’ agli etnei: Lodi mette in mezzo un pallone da destra, nasce una mischia che consegna il pallone sui piedi di Bergessio che, da posizione defilata, scavalca Sorrentino con un tocco morbido che però viene respinto dal palo. Proprio quando l’intervallo sembrava ormai alle porte, ecco il vantaggio del Chievo: la retroguardia rossazzurra si esibisce in una serie di errori, culminata con l’atterramento di Spolli ai danni di Pellissier. E’ lo stesso capitano degli scaligeri a trasformare il penalty con un destro angolato. Il secondo tempo riprende con gli stessi 22 in campo, ma dopo 15’ di nulla Montella e Di Carlo corrono ai ripari operando due sostituzioni per parte: nel Catania entrano gli acclamatissimi Biagianti e Maxi Lopez al posto di Potenza e Ricchiuti, mentre nel Chievo vanno in campo Moscardelli e Cesar al posto di Thereau ed Andreolli. E’ proprio Maxi Lopez ad offrire il primo spunto della ripresa, liberandosi al tiro dal limite dell’area che per poco non inquadra la porta di Sorrentino. Al 68’ è sempre Lopez a procurarsi il secondo calcio di rigore del match, frutto di una trattenuta di Mandelli: dal dischetto, dopo un breve conciliabolo animato tra lo stesso Lopez e Lodi, dal dischetto va il numero 10 rossazzurro che si fa respingere la conclusione da Sorrentino, bravo a volare alla propria sinistra. Sugli sviluppi del calcio d’angolo che ne nasce, Sorrentino è ancora più bravo a togliere da sotto l’incrocio dei pali un colpo di testa a botta sicura di Spolli. Lo stesso Spolli, pochi secondi dopo, ci riprova di testa ma il pallone scivola fuori di pochissimi centimetri. Ma è proprio nel momento migliore del Catania che il Chievo raddoppia: Bellusci e Biagianti combinano la frittata scontrandosi tra loro e Pellissier ne approfitta servendo a Sammarco un comodo assist per il tocco che vale il raddoppio. Montella si gioca anche la carta Catellani, chiamato a sostituire un opaco Gomez e al 78’ gli etnei riaprono la partita con Sergio Almiron, il cui destro potentissimo dai 20 metri termina in rete dopo la deviazione di un avversario. Di Carlo manda in campo un altro difensore, Acerbi, al posto di Luciano e si affida sempre più alle ripartenze con Moscardelli che all’81° spaventa Andujar. Il Catania prova l’assalto finale fino al 93’, ma non riesce più a far paura ai clivensi, che portano a casa 3 punti importantissimi in uno scontro diretto“.
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“Da quando aveva cominciato a prendere di mira l’obiettivo dei 100 gol con la maglia del Chievo, Sergio Pellissier non sembrava più lui: appesantito, deconcentrato, il capitano gialloblù non riusciva più ad incidere sulle sorti dei veneti. La sosta, però, deve aver fatto bene al bomber valdostano che ritrova, al di là del gol, il ruolo di trascinatore di un Chievo che torna a casa con tre punti dalla difficile trasferta di Catania. Mastica amaro Vincenzo Montella: ai rossoazzurri ha fatto male sentir parlare di obiettivi diversi dalla salvezza e, nel giorno in cui si sarebbero dovuti definitivamente lanciare in classifica, gli etnei falliscono, ridimensionando le proprie aspettative. È quindi necessario un bagno d’umiltà per il Catania, imbrigliato troppo facilmente da un Chievo attento e ordinato. Eccezion fatta per i primissimi minuti, i veneti riescono a controllare le sfuriate dei padroni di casa, che riescono a rendersi pericolosi solo dopo la mezz’ora (tiro sull’esterno della rete di Ricchiuti e, poco dopo, palo di Bergessio). Il possesso palla dei siciliani è per lo più sterile, talvolta troppo lezioso, tant’è vero che al Chievo basta aspettare gli errori degli avversari per colpire. Non è abbastanza lesto Thereau a metà frazione, più bravo Pellissier nel finale: palla rubata a Spolli sul fronte destro e penetrazione in area, con l’argentino costretto al fallo da rigore. L’attaccante valdostano trasforma, segna il suo gol n.99 con il Chievo e lo porta al riposo con un prezioso gol di vantaggio. La partita è ben più viva nella ripresa, grazie anche ai cambi in corsa di Montella: dentro Biagianti e Maxi Lopez, il ‘Papù Gomez spostato a destra e il Catania ingrana. Proprio Lopez, di cui ormai si parla più per il ventilato trasferimento al Milan che per quanto produca in campo, ottiene un rigore dubbio nel momento migliore dei rossoazzurri. Maxi discute con Lodi su chi debba battere dagli undici metri, alla fine calcia l’ex empolese e Sorrentino mette d’accordo tutti, neutralizzando la conclusione e ripetendosi sul successivo corner, quando Spolli schiaccia di testa a botta sicura. La doppia occasione fallita taglia le gambe al Catania: al 73′ la difesa rossoazzurra fa harakiri, Biagianti e Bellusci si scontrano nel tentativo di intercettare il lancio di Moscardelli, il pallone arriva a Pellissier che appoggia a Sammarco per il più facile dei gol. I padroni di casa non mollano, sebbene tempo e idee scarseggino, ma non riescono ad andare oltre la rete del 2-1, siglata da Almiron con un gran destro deviato da Pellissier. Il risultato, alla fine, è una lezione preziosa per Montella: non bastano le doti tecniche per puntare più in alto della salvezza, serve anche la personalità per imporre il proprio gioco e sfondare le linee di avversari cui, tutto sommato, un pareggio al ‘Massiminò va sempre bene“.

“Si temeva un calo dell’attenzione e così è stato. Il Catania cade in casa dopo 12 risultati utili consecutivi ottenuti al Massimino. I rossazzurri non perdevano infatti sul campo amico dallo scorso 17 aprile. Ad incassare il “jackpot” è il Chievo di Mimmo Di Carlo, che gioca una gara diligente e senza sbavature, ottenendo il massimo con il minimo sforzo. Decisivi nell’economia del match i due rigori assegnati da Tagliavento: il primo viene realizzato da Pellissier, mentre il secondo è calciato male da Lodi, concedendo la parata a Sorrentino. Sul successivo capovolgimento di fronte, Sammarco fa 2-0 sfruttando una pazzesca indecisione difensiva. Inutile il gol di Almiron a 12 minuti dal termine. Montella chiede pazienza alla sua squadra e dovendo fare a meno di Izco e Lanzafame, si affida al consueto 3-5-2 con Potenza schierato sull’out destro di centrocampo, in avanti confermato il tandem d’attacco composto da Gomez e Bergessio. Di Carlo non può contare su Sardo, Morero e Cruzado e conferma il 4-3-2-1 con Sammarco schierato impropriamente come trequartista a fornire palloni alla coppia offensiva composta da Thereaui e Pellissier. Parte della panchina Moscardelli. Il Catania parte con un atteggiamento spregiudicato e dopo appena 60 secondi, Ricchiuti costringe Luciano al cartellino giallo che lo ferma in piena corsa verso la porta di Sorrentino. La voglia dei rossazzurri di far propria la gara si comprende dall’azione dei due esterni di centrocampo, schierati da Montella molto alti. Nei primi venti minuti, i rossazzurri fanno una grandissima circolazione di palla, con Almiron e Lodi che dettano i tempi, sfruttando particolarmente la corsia di sinistra dove Frey ha difficoltà a gestire le discese di Marchese. L’unica pecca è dettata da un atteggiamento troppo testardo nel voler sfondare per linee centrali, dove Mandelli ed Andreolli fanno buona guardia su Bergessio. Al 23′ erroraccio di Bellusci a ridosso dell’area di rigore, che per poco non permette a Thereau di trovare il vantaggio, decisivo è l’intervento di Spolli sull’attaccante francese. Al 31′ esplode il Massimino sulla conclusione dalla distanza di Ricchiuti di collo esterno dai 25 metri, ma la sfera esce di poco al lato dando l’illusione ottica della rete. Al 36′ primo acuto di Bergessio, apparso finora poco propositivo, che approfitta di una mischia in area di rigore clivense ma da posizione defilata riesce a colpire solo il palo. Nei minuti finali della prima frazione di gioco, il Catania arretra inaspettatamente concedendo metri agli ospiti. Dopo cinque corner concessi ai scaligeri, grossa ingenuità di Spolli che si fa soffiare la sfera ai 25 metri da Pellissier, che entra in area e viene steso dal difensore argentino. Per Tagliavento non ci sono dubbi e concede il rigore, anche se l’ostruzione di Spolli inizia da fuori area (ammonito salterà la gara contro il Lecce). Dal dischetto Pellissier la piazza sulla sinistra ed Andujar non accenna nemmeno la parata. Dopo una mezzora arrembante, il Catania per l’ennesima volta è costretto ad inseguire. Nella ripresa, nessun cambio da parte dei due tecnici, anche se sulla panchina etnea si scaldano a bordo campo Biagianti, Bergessio e Maxi Lopez. Il Catania prova a mettere pressione dalle parti di Sorrentino, ma i veneti si difendono con ordine. I rossazzurri palesano notevoli difficoltà in fase offensiva, dove Bergessio è preso in consegna da almeno due uomini. S’infuria l’intero pubblico quando al 55′ Luciano tocca la palla con le mani a centro del campo, ma l’arbitro non ravvede il fallo: grossa ingenuità del brasiliano che era già ammonito. Al 59′ pericolo in area etnea con un traversone di Luciano che non trova nessuno, con la difesa rossazzurra ed Andujar palesemente sorpresi. Montella prova a cambiare lo spartito del match passando ad un 4-3-3 inserendo Biagianti e Maxi Lopez al posto di Potenza e Ricchiuti. Non la prende bene il difensore che ha un battibecco a bordo campo con il presidente Pulvirenti. La “Galina bionda” prova la conclusione di fisico al 65′ ma non trova la porta di un soffio. Ancora Lopez si dimostra decisivo nell’economia del match procurandosi un rigore per fallo di Cesar. Dal dischetto Lodi si fa però ipnotizzare da Sorrentino che conferma la sua fama di “pararigori”. La gara s’infiamma e per ben due volte Spolli ha l’occasione di trovare il pareggio: sulla prima è decisivo Sorrentino, sulla seconda la sfera si perde di poco al lato. Gol sbagliato, gol subito: la storia si ripete. E’ il 73′ quando su un innocuo cross dalla destra, Biagianti e Bellusci si scontrano a centro area concedendo la sfera a Pellissier che può facilmente centrare per Sammarco che realizza con il più facile dei tap in sottoporta. Il Catania affonda ma non si arrende. I rossazzurri accorciano le distanze al 78′ con Almiron che da distanza siderale trova la rete grazie ad una deviazione di Sammarco che rende la sfera imprendibile per Sorrentino. Nei minuti finali non c’è un attimo di tregua, ma il Catania non riesce mai rendersi pericoloso dalle parti di Sorrentino e dopo appena tre minuti di recupero finisce il match. Brutta sconfitta dei rossazzurri che vengoni scavalcato in classifica da Chievo, Parma, Genoa e Napoli e da stasera si ritrovano nuovamente nella seconda metà della graduatoria. Dopo i successi nel “ciclo terribile” si temeva un calo di concentrazione e così è stato. Adesso bisogna tornare con i piedi per terra ed andare al “Via del Mare” di Lecce per riscattare il secondo passo falso consecutivo“.

















Buon inizio settimana a tutti e forza CATANIA
Siamo tutti d’accordo nel dire che il Catania non ha giocato male. Può succedere. L’importanza del portiere è stata ancora una volta dimostrata. Anche Maxi, distratto dalle sirene del nord è un pò fuori…
Che papera quei due in difesa!
difesa ridicola comunque la squadra ha dato l’anima.