Prestazione maiuscola di tutta la squadra nella grande impresa contro l’Inter. In difesa è solo Capuano ad avere qualche incertezza, ma per il resto è una diga invalicabile quella eretta davanti all’ottimo Andujar. A centrocampo, Biagianti diventa l’ombra di Cambiasso non facendolo ragionare. L’attacco è al tritolo con Mascara genio spregiudicato e Martinez fanambolo imprendibile. Primo gol al Massimino per Maxi Lopez. Mihajlovic trasmette al gruppo la sua grinta. 

ANDUJAR: 6,5 - Nella giornata in cui i giocatori nerazzurri non eccellono per mira, l’estremo difensore argentino si rende autore di una buona prestazione sventando qualche insidia dalla distanza di Mariga e Sneijder. Nella ripresa subisce un gol da pochi passi a lui non imputabile. Ordinaria amministrazione contro i Campioni d’Italia.
CAPUANO: 6,5 – Si delinea un deciso miglioramento da parte dell’esterno sinistro etneo. Se da una parte riesce a sradicare importanti palloni al limite dell’area, è altrettanto vero che rischia tantissimo quando finisce per regalare palla a Maicon che fortunatamente non concretizza. Qualche responsabilità c’è sull’azione del primo gol dove si dimentica totalmente di Eto’o, ma è anche vero che la difesa non sale in modo corretto. Sfortunato in occasione della conclusione che di poco sorvola la traversa
TERLIZZI: 7 – Un domatore a centro della difesa etnea. Dove non riesce ad arrivare con la magica testina, sopperisce immolandosi sulle conclusioni dalla distanza dei nerazzurri. Ha sulla testa almeno due occasioni su corner, ma ancora la mira non è la migliore. Tarda troppo a risalire nell’azione del primo gol ma è anche recordman per palle recuperate, ben 27. Merita il rinnovo contrattuale per la grande professionalità.
SILVESTRE: 7,5 – Francobolla prima Eto’o e poi Milito, elevandosi a Diga davanti alla porta del connazionale Andujar. La grinta messa in campo lo ridesta dai torpori delle precedenti uscite. Sembra quasi di trovarsi più a suo agio con Terlizzi che con Spolli. A livello personale è in crescendo e dalle sue parti passare è un’impresa titanica.
ALVAREZ: 7,5 – Nel momento peggiore del match, quando deve occuparsi di tenere a bada un vivace Queresma, lui s’inventa assist-man confezionando una gemma preziosa per il piedone di Maxi Lopez. Ma Pablo non è solo questo. E’ estro e tanto possesso palla. Bellissime le serpentine ai danni di Mariga. Preciso e puntuale sugli interventi nonostante il campo allentato.
BIAGIANTI: 8 – Pochi possono vantarsi di far imbambolare Cambiasso. Mihajlovic gli mette addosso Marcolino e lui non lo molla più. Oltre a fare da collante fra la difesa e il centrocampo, prova con maestria ad inserirsi nella manovra avanza. Non solo frangiflutti, ma anche tanto fosforo.
IZCO: 6,5 – Se nel primo tempo semina scompiglio con rapide sgroppate, non si può non ammettere i tanti errori in fase di appoggio. Clamoroso quel contropiede a tu per tu con Julio Cesar vanificato da un piede galeotto che ha fermato la sfera in corsa. Molto meno lucido nella ripresa, anche se dirottato in ruolo più attendista. Innesca Alvarez nell’azione del primo gol.
RICCHIUTI: 7,5 – Tutte le azioni più importanti nascono da sue invenzioni. Settepolmoni e geometra in mediana. Non riesce ad indovinare la conclusione vincente in due occasioni. La prima s’infrange su Julio Cesar, la seconda sul tackle di Lucio. E’ spesso imprendibile per la difesa nerazzurra.
MASCARA: 8 - Mihajlovic ha ridato fiducia al folletto calatino che per diverso tempo aveva lasciato nel dimenticatoio i gol impossibili a cui ci aveva abituato. Lavora per la squadra e in modo diligente si alterna con Ricchiuti o Izco quando c’è da salire oltre la mediana, in modo da tamponare eventuali ripartenze. Quando si presenta sul dischetto per il clamoroso 2-1 a 10 minuti dalla fine, il capitano rossauzzurro s’inventa una follia da ricordare negli annali. Anima e spirito del Catania. A quando il nuovo contratto?
LOPEZ: 7,5 – In novanta minuti tocca pochissimi palloni ma da grande finalizzatore degli ulitimi metri quando gli si presenta l’occasione non manca l’appuntamento. Riesce a fare reparto da solo quando la squadra si sfilaccia pericolosamente dopo aver incassato lo 0-1. Dopo le reti di Roma e Cagliari, arriva il primo sorriso al Massimino.
MARTINEZ: 8,5 – Il Malaka è stato semplicemente perfetto, o quasi. Dopo aver fatto ammattire per tutta la gara i centrali difensivi, con Materazzi in debito d’ossigeno e Zanetti in shock confusionale, nel finale riesce a strappare la palma del migliore in campo al capitano etneo con un gol da cineteca. Chi non mastica calcio avrà avuto difficoltà a capire chi fosse il giocatore più pagato del calcio italiano. Certamente non avrebbe indicato Eto’o, ma l’esterno uruguaiano. Pregevole anche nella costruzione della manovra. Ammonito salterà il Chievo.
DELVECCHIO: 6 – Nei pochi minuti in campo al posto di uno stanco Ricchiuti, riesce a tenere a bada i diretti rivali. Bellissimo il tentativo dalla distanza per il 4-1. Se fosse entrato il Massimino sarebbe andato giù a portarlo in trionfo.
CARBONI: S.V. – Si rivede il vichingo in campo, seppur per una breve apparizione. La grinta e la precisione sono rimaste intatte.
POTENZA: S.V. – Entra al posto di Capuano nel finale per partecipare all’impresa storica.
MIHAJLOVIC: 8 – Ha coraggio da vendere. Nonostante in campo ci sia l’Inter, la sua squadra risponde all’impostazione del tecnico che punta ad aggredire l’avversario. Un primo tempo in cui solo il gol è mancato e la rete dei nerazzurri non lo scoraggia. Mette serenità e fiducia ai suoi uomini che con caparbietà danno vita alla grande impresa. La salvezza sembra a portata di mano. Ci si chiede solo dove poteva essere questo Catania con il serbo al timone fin dall’inizio.